{"id":9525,"date":"2019-09-19T09:52:30","date_gmt":"2019-09-19T08:52:30","guid":{"rendered":"https:\/\/escalar.it\/?p=9525"},"modified":"2023-09-20T08:54:25","modified_gmt":"2023-09-20T07:54:25","slug":"il-regime-dimposizione-dei-redditi-dei-contratti-di-assicurazione-unit-e-index-linked","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/escalar.it\/en\/pubblicazioni\/il-regime-dimposizione-dei-redditi-dei-contratti-di-assicurazione-unit-e-index-linked\/9525\/","title":{"rendered":"Il regime d&#8217;imposizione dei redditi dei contratti di assicurazione unit e index linked"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\" data-type=\"vc_cmsms_shortcodes-custom-css\"><\/style>\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">Corr. Trib. 32-33\/2017, p. 2517 e segg. <\/pre>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>I contratti di assicurazione unit e index linked, pur ribaltando a carico dell\u2019assicurato il rischio di perdita delle attivit\u00e0 finanziarie in cui siano investiti i premi, agli effetti delle imposte sui redditi sono qualificabili come&nbsp;<\/em><strong><em>contratti<\/em><\/strong><em>&nbsp;di&nbsp;<\/em><strong><em>assicurazione<\/em><\/strong><em>&nbsp;sulla&nbsp;<\/em><strong><em>vita<\/em><\/strong><em>&nbsp;e sono pertanto soggetti al&nbsp;<\/em><strong><em>relativo regime fiscale<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Riferimenti<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Decreto Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 600, Art. 26-ter;<\/li>\n\n\n\n<li>Decreto Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917, Art. 44.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La maggior parte dei contratti di assicurazione sulla vita collocati sul mercato sono costituiti da contratti c.d.&nbsp;<em>unit&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;e cio\u00e8 contratti di assicurazione che garantiscono il pagamento per il caso di morte o di sopravvivenza o di entrambi di una prestazione in forma di capitale o di rendita collegata al valore di fondi comuni di investimento, di fondi interni o di altri valori incrementata di una percentuale prestabilita. Tali contratti si caratterizzano per il fatto che, collegando ai valori cos\u00ec individuati l\u2019importo della prestazione garantita, non assicurano il pagamento di una prestazione minima, ribaltando quindi sull\u2019assicurato il rischio derivante dalle attivit\u00e0 finanziarie in cui l\u2019impresa di assicurazione abbia investito i premi.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista civilistico anche i contratti&nbsp;<em>unit<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>index linked&nbsp;<\/em>devono ritenersi qualificabili come contratti di assicurazione sulla vita. L\u2019allegato II alla Direttiva 2009\/138\/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 \u201cin materia di accesso ed esercizio delle attivit\u00e0 di assicurazione e di riassicurazione\u201d include nei \u201crami dell\u2019assicurazione vita\u201d anche le \u201cassicurazioni di cui all\u2019art. 2, par. 3, lettera a), punti i) e ii), connesse con fondi d\u2019investimento\u201d ovverosia le assicurazioni per il caso di vita, per il caso di morte, l\u2019assicurazione mista, l\u2019assicurazione vita con contro-assicurazione, l\u2019assicurazione di nuzialit\u00e0, l\u2019assicurazione di natalit\u00e0 e l\u2019assicurazione di rendita. Pertanto, la Corte di Giustizia UE, essendo stata chiamata a stabilire se la previsione di esclusione \u201cdei contratti di assicurazione\u201d dall\u2019ambito di applicazione della Direttiva per la tutela dei consumatori valga anche per i contratti di assicurazione&nbsp;<em>unit linked<\/em>, ha risolto tale questione in senso positivo sulla base della considerazione che \u201cil legislatore dell\u2019Unione ha ritenuto che questo tipo di contratti rientri in un ramo dell\u2019assicurazione sulla vita, come si ricava espressamente dall\u2019allegato I, punto III, della Direttiva \u2018assicurazione vita\u2019, letto in combinato disposto con l\u2019art. 2, punto 1, lettera a), della stessa Direttiva\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_1')\">[1]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, l\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000169485ART3',notxt:1})\">2<\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000169485ART0',notxt:1})\">D.Lgs. n. 209\/2005<\/a>, del Codice delle Assicurazioni Private, dando attuazione alla Direttiva sulle attivit\u00e0 di assicurazione, ha confermato l\u2019inclusione nel ramo III delle assicurazioni vita anche delle \u201cassicurazioni, di cui ai rami I e II, le cui prestazioni principali sono collegate al valore di quote di OICR o di fondi interni ovvero a indici o ad altri valori di riferimento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Da ultimo, l\u2019art. 6 del Regolamento IVASS n. 29 del 16 marzo 2009, recante le istruzioni applicative sulla classificazione dei rischi all\u2019interno dei rami di assicurazione, dopo aver ribadito che \u201csono ricompresi nel ramo vita III, se direttamente collegati a fondi di investimento ovvero ad indici azionari o altri valori di riferimento, solo i contratti di assicurazione sulla durata della vita umana di cui al ramo I\u201d, prevede che tali contratti \u201csono caratterizzati dalla presenza di un effettivo impegno da parte dell\u2019impresa a liquidare, per il caso di sopravvivenza, per il caso di morte o per entrambi, prestazioni assicurate il cui valore, o quello dei corrispondenti premi, sia dipendente dalla valutazione del rischio demografico\u201d, senza per\u00f2 richiedere che la prestazione assicurata al beneficiario dipenda tale rischio per una percentuale minima prestabilita<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_2')\">[2]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche da un punto di vista fiscale i contratti&nbsp;<em>unit&nbsp;<\/em>ed<em>&nbsp;index linked,&nbsp;<\/em>allorch\u00e9 soddisfino i requisiti previsti dal Codice civile e dalla normativa regolamentare, devono ritenersi configurabili agli effetti delle imposte sui redditi come contratti di assicurazione sulla vita, anche se le relative prestazioni dipendono dal rischio demografico per una percentuale ridotta. Pertanto i redditi derivanti da tali contratti sono qualificabili come redditi di capitale ai sensi delle lett. g-<em>quater<\/em>) e g-<em>quinquies<\/em>) dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART46',notxt:1})\">art. 44, comma 1, del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;Di questo avviso si \u00e8 chiaramente mostrata l\u2019Agenzia delle entrate, avendo dato per acquisito che anche i redditi derivanti da contratti&nbsp;<em>unit linked<\/em>&nbsp;sono qualificabili come tali in forza della predetta disposizione<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_3')\">[3]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, l\u2019Agenzia delle entrate ha espressamente confermato che rientrano tra i \u201credditi compresi nei capitali corrisposti o che si considerano corrisposti, ai sensi dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART47',notxt:1})\">art. 45, comma 1, del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione\u201d, anche le \u201cassicurazioni sulla durata della vita umana le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote di organismi di investimento collettivo del risparmio o di fondi interni ovvero a indici o ad altri valori di riferimento\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_4')\">[4]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il regime impositivo dei redditi&nbsp;derivanti dai contratti di assicurazione&nbsp;unit ed index linked<\/h3>\n\n\n\n<p>I redditi dei contratti di assicurazione sulla vita, e quindi anche quelli dei contratti&nbsp;<em>unit<\/em>&nbsp;ed&nbsp;<em>index linked<\/em>, sono soggetti ad un regime impositivo differenziato in funzione della prestazione principale da loro prevista.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, i redditi dei contratti che prevedono come prestazione principale l\u2019erogazione di un capitale, anche se convertibile in una rendita dietro l\u2019esercizio di opzione, sono qualificabili come redditi di capitale ai sensi della lett. g-<em>quater<\/em>) dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART46',notxt:1})\">art. 44, comma 1, del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;e devono essere assoggettati ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi del 26% nel periodo d\u2019imposta in cui siano corrisposti ai sensi del comma 1 dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART34',notxt:1})\">26-<em>ter<\/em><\/a>del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART0',notxt:1})\">D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600<\/a><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_5')\">[5]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>I redditi dei contratti di assicurazione&nbsp;<em>unit<\/em>&nbsp;ed&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;conclusi con imprese di assicurazioni residenti o stabili organizzazioni in Italia di imprese non residenti che prevedono come prestazione principale l\u2019erogazione di una rendita vitalizia, anche se convertibile in capitale dietro l\u2019esercizio di un\u2019opzione, devono essere assoggettati da tali imprese di assicurazione ad un\u2019imposta sostitutiva delle imposte sui redditi del 26% sul risultato di gestione maturato in ciascun periodo d\u2019imposta compreso nel periodo di costituzione della rendita vitalizia ai sensi dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000140511ART14',notxt:1})\">13<\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000140511ART0',notxt:1})\">D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47<\/a><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_6')\">[6]<\/a><\/sup>. Per contro, sempre ai sensi dell\u2019art. 13 del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('show_list',{mask:'main',keys:'I00YLX0000140511+I00YLX0000768274',stack_pos:0,notxt:1})\">D.Lgs. n. 47<\/a>, i redditi dei predetti contratti conclusi con imprese di assicurazioni non residenti operanti in Italia in regime di libert\u00e0 di prestazione di servizi sono qualificabili come redditi di capitale ai sensi della lett. g-<em>quater<\/em>) dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART46',notxt:1})\">art. 44, comma 1, del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;e devono essere assoggettati dagli stessi beneficiari ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi del 26% nel periodo d\u2019imposta in cui abbiano maturato il diritto alla prestazione<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_7')\">[7]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, le rendite vitalizie erogate sulla base di contratti di assicurazione&nbsp;<em>unit<\/em>&nbsp;ed&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;che prevedano come prestazione principale l\u2019erogazione di tali rendite non sono assoggettabili ad imposta in forza della lett. h) dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART52',notxt:1})\">art. 50, comma 1, del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;a condizione che tali contratti siano conclusi con imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia od ivi operanti in regime di stabilimento o di prestazione di servizi<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_8')\">[8]<\/a><\/sup>&nbsp;posto che i redditi maturati nel loro periodo di costituzione, come si \u00e8 visto, sono assoggettabili ad imposta sostitutiva per maturazione. Tuttavia i rendimenti compresi nelle predette rendite sono qualificabili come redditi di capitale ai sensi della lett. g-<em>quinquies<\/em>) dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART46',notxt:1})\">art. 44, comma 1, del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;e devono essere assoggettati ad imposta sostitutiva con l\u2019aliquota del 26% nel periodo d\u2019imposta in cui siano corrisposti ai sensi del comma 2 dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART34',notxt:1})\">26-<em>ter<\/em><\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART0',notxt:1})\">D.P.R. n. 600\/1973<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le plusvalenze realizzate mediante la cessione a titolo oneroso od il rimborso di contratti di assicurazione&nbsp;<em>unit<\/em>&nbsp;ed&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;sono qualificabili come redditi diversi di natura finanziaria ai sensi della lett. c-<em>quinquies<\/em>) dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART70',notxt:1})\">art. 67, comma 1, del T.U.I.R.<\/a>, mentre le minusvalenze sono indeducibili<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_9')\">[9]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La determinazione dei redditi&nbsp;derivanti dai contratti di assicurazione&nbsp;unit ed index linked<\/h3>\n\n\n\n<p>Il comma 4 dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART47',notxt:1})\">art. 45 del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;impone di determinare i redditi compresi nei capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione, come differenza fra \u201cl\u2019ammontare percepito e quello dei premi pagati\u201d. Pertanto, anche i redditi compresi nei capitali corrisposti in dipendenza di contratti&nbsp;<em>unit&nbsp;<\/em>ed&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;devono sempre essere determinati per differenza fra l\u2019importo del capitale percepito e quello della quota proporzionale dei premi pagati.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000114510ART36',notxt:1})\">34<\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000114510ART0',notxt:1})\">D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601<\/a>&nbsp;considerava sempre integralmente esenti da IRPEF \u201ci capitali percepiti in caso di morte in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_10')\">[10]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Senonch\u00e9 i commi 658 e 659 dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000807995ART15',notxt:1})\">1<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000807995ART0',notxt:1})\">Legge 23 dicembre 2014, n. 190<\/a>, la c.d. Legge di stabilit\u00e0 2015, riformulando tale disposizione, hanno stabilito che sono esenti da IRPEF soltanto \u201ci capitali percepiti in caso di morte in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita in dipendenza del rischio demografico\u201d. Pertanto, risultano assoggettabili ad imposta sostitutiva i redditi compresi nei capitali erogati che non siano corrisposti in dipendenza del rischio demografico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000827310ART0',notxt:1})\">circolare n. 8\/E del 1\u00b0 aprile 2016<\/a>&nbsp;l\u2019Agenzia delle entrate ha precisato che tali redditi devono essere determinati sulla base della \u201cdifferenza fra il valore di riscatto che sarebbe stato riconosciuto all\u2019assicurato&#8230; al momento individuato sulla base delle condizioni contrattuali\u201de cio\u00e8 alla data individuata dal contratto per l\u2019erogazione delle prestazioni ed, in mancanza dell\u2019individuazione di una data, alla data della morte, e \u201cl\u2019ammontare dei premi pagati al netto di quelli corrisposti per la copertura del rischio morte\u201d. Sempre nella&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('show_list',{mask:'main',keys:'I00YLX0000236412+I00YLX0000243331+I00YLX0000241157+I00YLX0000298787+I00YLX0000245336+I00YLX0000490730+I00YLX0000600559+I00YLX0000228565+I00YLX0000641375+I00YLX0000657125+I00YLX0000748456+I00YLX0000766316+I00YLX0000782896+I00YLX0000798683+I00YLX0000810587+I00YLX0000827310+I00YLX0000847314+I00YLX0000863429',stack_pos:0,notxt:1})\">circolare n. 8\/E<\/a>&nbsp;l\u2019Agenzia delle entrate ha precisato che, nel caso in cui il riscatto non sia pi\u00f9 ammesso, deve essere presa a riferimento la riserva matematica maturata alla data della morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, nella&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000836850ART0',notxt:1})\">risoluzione 16 settembre 2016, n. 76\/E<\/a>&nbsp;l\u2019Agenzia delle entrate ha precisato che \u201cdiversamente, nei casi in cui non sia possibile, sulla base di dati certi, una \u2018ripartizione\u2019 dei premi riferibili alle due tipologie di prestazioni delle polizze sopra illustrate (copertura del rischio demografico e investimento finanziario), gli operatori, necessariamente, dovranno applicare il criterio proporzionale\u201d, tanto nel caso in cui i contratti prevedano prestazioni annuali ricorrenti, quanto nel caso in cui non le prevedano.<\/p>\n\n\n\n<p>Le plusvalenze realizzate mediante la cessione a titolo oneroso o il rimborso di contratti di assicurazione&nbsp;<em>unit<\/em>&nbsp;ed&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;qualificabili come redditi diversi di natura finanziaria devono essere determinate al netto dei redditi di capitale maturati ma non riscossi ai sensi della lett. a) dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART71',notxt:1})\">art. 68, comma 7, del T.U.I.R.<\/a><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I contratti unit ed index linked&nbsp;multicomparto e gli switch da un comparto ad un altro<\/h3>\n\n\n\n<p>I contratti di assicurazione&nbsp;<em>unit&nbsp;<\/em>ed&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;possono garantire il pagamento di una prestazione collegata al valore di uno o pi\u00f9 dei fondi scelti in un paniere di fondi comuni o di fondi interni e possono accordare la facolt\u00e0 di modificare la scelta iniziale una o pi\u00f9 volte mediante il c.d.&nbsp;<em>switch<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo&nbsp;<em>switch<\/em>&nbsp;non pu\u00f2 ritenersi equiparabile ad un rimborso per il fatto che non d\u00e0 luogo al riscatto del contratto e alla conclusione di un nuovo contratto, ma comporta soltanto una modifica dei parametri a cui \u00e8 collegata la prestazione posto che le attivit\u00e0 finanziarie in cui siano investiti i fondi sono di propriet\u00e0 esclusiva dell\u2019impresa di assicurazione<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_11')\">[11]<\/a><\/sup>. \u00c8 significativo rilevare a questo riguardo che il comma 6 dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART36733093',notxt:1})\">26-<em>quinquies<\/em><\/a>del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART0',notxt:1})\">D.P.R. n. 600<\/a>, per attribuire rilevanza fiscale allo&nbsp;<em>switch<\/em>&nbsp;fra i comparti di un medesimo OICR, lo ha dovuto stabilire espressamente, prevedendo che \u201csi considerarimborso la conversione di quote o azioni da un comparto ad altro comparto del medesimo organismo di investimento collettivo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La non equiparabilit\u00e0 dello&nbsp;<em>switch<\/em>&nbsp;ad un rimborso comporta che alla data in cui sia eseguito non pu\u00f2 dar luogo al realizzo n\u00e9 di redditi ai sensi della lett. g-<em>quater<\/em>) dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART46',notxt:1})\">art. 44, comma 1, del T.U.I.R.<\/a>, n\u00e9 di perdite ai sensi dell\u2019art. 45 e della lett. c-<em>quinquies<\/em>) dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART70',notxt:1})\">art. 67 del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;Pertanto, la determinazione dei redditi e delle perdite realizzate sar\u00e0 eseguita soltanto alla scadenza del contratto ovvero alla data di riscatto, sulla base della differenza fra il capitale erogato e i premi riscossi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I contratti di assicurazione&nbsp;unit ed index linked&nbsp;e gli switch da un ramo ad un altro<\/h3>\n\n\n\n<p>I contratti di assicurazione sulla vita possono prevedere l\u2019erogazione per le percentuali scelte dall\u2019assicurato, oltre che di prestazioni di ramo III collegate al valore di uno o pi\u00f9 fondi, anche di prestazioni di ramo I collegate ad una o pi\u00f9 gestioni separate con garanzia di restituzione del capitale.<\/p>\n\n\n\n<p>La modifica delle percentuali originariamente scelte dall\u2019assicurato e quindi lo&nbsp;<em>switch<\/em>&nbsp;da un ramo ad un altro non pu\u00f2 ritenersi equiparabile ad un rimborso in quanto non d\u00e0 luogo ad un riscatto anche parziale del contratto di assicurazione e alla conclusione di un nuovo contratto, ma ad una modifica dei parametri a cui \u00e8 collegata la prestazione, posto che, come gi\u00e0 si \u00e8 detto, le attivit\u00e0 finanziarie in cui siano investiti i fondi sono di propriet\u00e0 esclusiva dell\u2019impresa di assicurazione.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo riguardo \u00e8 significativo rilevare che l\u2019Agenzia delle entrate nella&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000241795ART0',notxt:1})\">risoluzione 15 maggio 2003, n. 111\/E<\/a>&nbsp;ha espressamente chiarito che la trasformazione di un contratto di tipo tradizionale di ramo I in un contratto&nbsp;<em>unit linked<\/em>&nbsp;di ramo III non comporta di regola il riscatto del vecchio contratto e la conclusione di un nuovo contratto. Ed infatti \u201cdal punto di vista civilistico non pu\u00f2 configurarsi come novazione la trasformazione di una polizza rivalutabile di tipo tradizionale in una polizza di tipo \u2018<em>unit linked<\/em>\u2019, in quanto i rendimenti della gestione separata e il valore delle quote dei fondi di investimenti sono soltanto parametri che concorrono alla determinazione dell\u2019importo delle prestazioni assicurate e, pertanto, la trasformazione si risolve esclusivamente nel cambiamento delle modalit\u00e0 di calcolo della prestazione\u201d e \u201crimarrebbe in ogni caso garantito il pagamento di una prestazione alla scadenza del contratto o, in caso di premorienza dell\u2019assicurato, la liquidazione di una somma di denaro in favore dei terzi beneficiari\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, anche lo&nbsp;<em>switch&nbsp;<\/em>tra ramo III e ramo I e viceversa non pu\u00f2 comportare il realizzo di redditi imponibili ai sensi della lett. g-<em>quater<\/em>) dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART46',notxt:1})\">art. 44, comma 1, del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;o di perdite indeducibili ai sensi dell\u2019art. 45 e della lett. c-<em>quinquies<\/em>) dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART70',notxt:1})\">art. 67, comma 1, del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;e quindi la determinazione dei redditi e delle perdite realizzate sar\u00e0 eseguita alla scadenza del contratto ovvero alla data di riscatto, determinando la differenza fra il capitale erogato e i premi riscossi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I contratti unit ed index linked collegati&nbsp;al valore di fondi dedicati all\u2019assicurato<\/h3>\n\n\n\n<p>I contratti&nbsp;<em>unit&nbsp;<\/em>ed&nbsp;<em>index<\/em>&nbsp;di diritto estero possono garantire il pagamento di una prestazione collegata ad uno o pi\u00f9 fondi interni dedicati al singolo assicurato. Di regola, tali contratti riconoscono all\u2019assicurato la facolt\u00e0 di scegliere la strategia di investimento, il gestore e la banca depositaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il regime fiscale dei contratti di assicurazione sulla vita dedicati, essendo tali contratti di diritto estero, deve essere individuato verificando se siano assimilabili ai contratti di assicurazione sulla vita di diritto italiano in quanto l\u2019impresa di assicurazione abbia la propriet\u00e0 delle attivit\u00e0 finanziarie in cui siano investiti i fondi e sia responsabile della loro gestione, sebbene sia l\u2019assicurato a scegliere la strategia di investimento, il gestore e la banca depositaria. Da ci\u00f2 ne consegue che i contratti cos\u00ec individuati, nell\u2019ipotesi in cui l\u2019assicurato abbia la facolt\u00e0 di impartire in via continuativa istruzioni vincolanti sulla gestione, potrebbero essere riqualificati come contratti di gestione o come contratti di mandato, secondo che la gestione sia affidata all\u2019impresa di assicurazione ovvero ad un terzo. Tant\u2019\u00e8 vero che l\u2019Agenzia delle entrate ha riqualificato come gestioni individuali i contratti di assicurazione sulla vita con prestazioni collegate a fondi dedicati che consentivano all\u2019assicurato di impartire istruzioni vincolanti al gestore.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, sempre nella predetta ipotesi, potrebbe in alternativa sussistere il rischio di contestazione dell\u2019interposizione reale dell\u2019impresa di assicurazione nella titolarit\u00e0 delle attivit\u00e0 a cui siano collegate le prestazioni ai sensi del comma 3 dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART49',notxt:1})\">37<\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART0',notxt:1})\">D.P.R. n. 600<\/a><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_12')\">[12]<\/a><\/sup>, essendo orientamento della Cassazione che tale disposizione consentirebbe di imputare al soggetto interponente i redditi conseguiti dal soggetto interposto, anche se l\u2019interposizione sia reale e non fittizia<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_13')\">[13]<\/a><\/sup>. Il legislatore si \u00e8 peraltro mostrato di contrario avviso, lasciando intendere che il comma 3 dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART49',notxt:1})\">37<\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART0',notxt:1})\">D.P.R. n. 600<\/a>&nbsp;non risulti operante anche nei casi di interposizione reale<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_14')\">[14]<\/a><\/sup>. Ed infatti, non solo tale disposizione \u00e8 chiaramente formulata nel senso di dirottare i redditi dal titolare solo apparente al titolare effettivo, ma il disconoscimento degli effetti giuridici prodotti da atti giuridicamente validi comporta una contestazione di abuso del diritto fiscale. Pertanto, l\u2019interposizione reale dell\u2019impresa di assicurazione, laddove fosse effettivamente configurabile, dovrebbe essere contestata esclusivamente ai sensi e, soprattutto, con le garanzie dell\u2019art. 10-<em>bis<\/em>&nbsp;dello Statuto dei diritti del contribuente<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_15')\">[15]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il regime fiscale&nbsp;delle prestazioni annuali ricorrenti dei contratti unit ed index linked<\/h3>\n\n\n\n<p>Per emulare gli strumenti finanziari produttivi di interessi, i contratti di assicurazione&nbsp;<em>unit&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;prevedono spesso l\u2019erogazione di prestazioni periodiche ricorrenti variamente denominate come prestazioni annuali ricorrenti, riscatti parziali automatici ovvero cedole commisurate ad una percentuale fissa o variabile della prestazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tali prestazioni periodiche non sono configurabili come \u201cinteressi\u201d, non solo da un punto di vista civilistico, ma anche fiscale, posto che le lett. g-<em>quater<\/em>) e g-<em>quinquies<\/em>) dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART46',notxt:1})\">art. 44, comma 1, del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;qualificano esclusivamente come capitali o come rendite le prestazioni erogate sulla base di contratti di assicurazione sulla vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, le prestazioni periodiche ricorrenti sono configurabili come prestazioni in forma di capitale e non di rendita perch\u00e9 il loro pagamento non \u00e8 collegato alla durata della vita di una persona umana per essere effettuato in coincidenza con le ricorrenze prestabilite nel contratto. L\u2019Agenzia delle entrate ha espresso questo avviso nella&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000244761ART0',notxt:1})\">risoluzione 17 novembre 2004, n. 138\/E<\/a>, per le prestazioni annuali ricorrenti erogate sulla base di contratti di assicurazione&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;che garantiscono la restituzione dei premi versati e lo ha poi successivamente ribadito anche nella&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000492941ART0',notxt:1})\">nota n. 954-148814 del 3 novembre 2006<\/a>, per quanto attiene alle prestazioni annuali ricorrenti erogate sulla base di contratti di assicurazione sulla vita, sempre di tipo&nbsp;<em>index linked<\/em>, ma che non garantiscono la restituzione del capitale investito non solo alla scadenza, ma neppure in caso di riscatto anticipato.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prestazioni periodiche ricorrenti si distinguono anche dalle prestazioni in forma di capitale di cui \u00e8 pattuita la corresponsione in caso di riscatto anticipato parziale del contratto. Le prime, essendo volte a garantire all\u2019assicurato un flusso di pagamenti per sopperire a bisogni periodici o ricorrenti dell\u2019assicurato costituiscono oggetto di un diritto dei beneficiari e sono quindi predeterminate o, comunque, predeterminabili nell\u2019<em>an<\/em>&nbsp;e nel&nbsp;<em>quantum<\/em>, essendo commisurate ai rendimenti finanziari maturati sulle attivit\u00e0 finanziarie sottostanti<em>.<\/em>&nbsp;Per contro, le seconde, essendo pattuite per consentire all\u2019assicurato di soddisfare bisogni imprevisti, costituiscono oggetto di una facolt\u00e0 del contraente e non sono, quindi, predeterminate o predeterminabili nell\u2019<em>an<\/em>&nbsp;e nel&nbsp;<em>quantum<\/em>,dipendendone il conseguimento dall\u2019esercizio di tale facolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche le prestazioni periodiche ricorrenti erogate sulla base di contratti&nbsp;<em>unit<\/em>&nbsp;o&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;devono ritenersi assoggettabili ad imposta sostitutiva ai sensi del comma 4 dell\u2019art. 45 e dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART34',notxt:1})\">26-<em>ter<\/em><\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART0',notxt:1})\">D.P.R. n. 600<\/a>&nbsp;soltanto per la quota proporzionale ai rendimenti finanziari imponibili maturati a favore del beneficiario. La prima di tali due disposizioni considera reddito la differenza fra il capitale percepito e i premi versati per tutte le prestazioni in forma di capitale erogate sulla base di contratti di assicurazione sulla vita e, quindi, anche per le prestazioni annuali ricorrenti. Di questo avviso si \u00e8 mostrata l\u2019Agenzia delle entrate nella risoluzione n. 138\/E\/2004 e nella nota n. 954 citata, laddove ha rilevato che \u201cnel rispetto della&nbsp;<em>ratio<\/em>&nbsp;della norma &#8230; anche nella fattispecie in esame debba essere assoggettato ad imposizione soltanto l\u2019eventuale reddito differenziale emergente dal confronto tra il capitale erogato ed i premi pagati\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia gli eventuali rendimenti finanziari inclusi nelle prestazioni annuali ricorrenti corrisposti sulla base di contratti di assicurazione&nbsp;<em>index&nbsp;<\/em>o&nbsp;<em>unit linked<\/em>&nbsp;devono ritenersi imponibili soltanto se ed in quanto tali rendimenti abbiano assunto il carattere di certezza alla data della loro corresponsione. Anche i redditi di capitale, al pari dei redditi diversi di natura finanziaria, devono infatti ritenersi imponibili soltanto nel periodo d\u2019imposta in cui siano realizzati perch\u00e9 ne sia divenuto certo il conseguimento. Tant\u2019\u00e8 vero che il comma 1 dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART47',notxt:1})\">art. 45 del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;considera imponibili le differenze di rimborso dei titoli o certificati collegati a parametri incerti soltanto se siano divenuti certi i parametri a cui tali differenze siano collegate.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso si \u00e8 espressa l\u2019Agenzia delle entrate nella risoluzione n. 138\/E\/2004 per le prestazioni annuali ricorrenti corrisposte sulla base di contratti&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;che garantivano l\u2019integrale rimborso del capitale investito, ma non anche un rendimento minimo e nella nota n. 954 per le prestazioni annuali ricorrenti corrisposte sulla base di contratti&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;che non garantivano non solo un rendimento finanziario minimo, ma neppure la restituzione integrale del capitale investito, n\u00e9 alla scadenza, n\u00e9 in caso di riscatto anticipato. Da ultimo, l\u2019Agenzia delle entrate nella circolare n. 8\/E\/2016 ha confermato che anche gli eventuali rendimenti finanziari inclusi nelle prestazioni annuali ricorrenti corrisposti sulla base di contratti&nbsp;<em>unit linked<\/em>&nbsp;sono imponibili soltanto se ed in quanto tali rendimenti abbiano assunto il carattere di certezza alla data della loro corresponsione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il regime fiscale delle prestazioni percepite per il riscatto parziale anticipato dei contratti unit ed index linked<\/h3>\n\n\n\n<p>Le prestazioni percepite per il riscatto parziale dei contratti&nbsp;<em>unit<\/em>&nbsp;ed&nbsp;<em>index linked<\/em>&nbsp;sono configurabili come prestazioni in forma di capitale. Pertanto anche tali prestazioni devono ritenersi assoggettabili ad imposta sostitutiva con l\u2019aliquota del 26% ai sensi del comma 4 dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART47',notxt:1})\">art. 45 del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;e dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART34',notxt:1})\">26-<em>ter<\/em><\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART0',notxt:1})\">D.P.R. n. 600<\/a>&nbsp;soltanto per la quota proporzionale ai rendimenti finanziari imponibili maturati a favore del beneficiario.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso si \u00e8 da ultimo espressa l\u2019Agenzia delle entrate nel par. 10.4. della circolare n. 8\/E\/2016, laddove si legge che, per l\u2019assoggettabilit\u00e0 ad imposta sostitutiva dei capitali percepiti in sede di riscatto parziale, \u201cl\u2019importo dei premi riferibili al capitale erogato per effetto del riscatto\u201d deve essere \u201cdeterminato in base al rapporto tra il capitale erogato e il valore economico della polizza, cio\u00e8 quello che verrebbe corrisposto se la polizza fosse venuta a scadenza alla data del riscatto parziale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Note:<\/h4>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_1')\">[1]<\/a><\/sup>&nbsp;CGE, 1\u00b0 marzo 2012, causa C-166\/11, \u00c1ngel Lorenzo Gonz\u00e1lez Alonso contro Nationale Nederlanden Vida Cia De Seguros y Reaseguros SAE.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_2')\">[2]<\/a><\/sup>&nbsp;L\u2019art. 25-<em>bis<\/em>&nbsp;del T.U.F. ha esteso l\u2019applicazione della normativa sulla sollecitazione all\u2019investimento ai \u201cprodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione\u201d e la lett. w-<em>bis<\/em>) dell\u2019art. 1 del T.U.F. vi ha ricompreso anche \u201cle polizze e le operazioni di cui ai rami vita III e V di cui all\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000169485ART3',notxt:1})\">2, comma 1<\/a>, del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000169485ART0',notxt:1})\">D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209<\/a>\u201d. Tuttavia la Cassazione ha ritenuto che il collocamento di contratti&nbsp;<em>unit linked<\/em>&nbsp;fosse soggetto alla normativa sulla sollecitazione all\u2019investimento, anche prima che fosse estesa l\u2019applicazione di tale normativa ai contratti medesimi, \u201cqualora il rischio c.d. di&nbsp;<em>performance<\/em>&nbsp;sia per intero addossato sull\u2019assicurato\u201d (cos\u00ec Cass. 18 aprile 2012, n. 6061).<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_3')\">[3]<\/a><\/sup>&nbsp;Nelle risoluzioni del 4 luglio 2002, n. 215\/E, sulla sussistenza dell\u2019obbligo di monitoraggio fiscale per i contratti&nbsp;<em>unit linked<\/em>, del 15 maggio 2003, n. 111\/E, sulla trasformazione di contratti di assicurazione di tipo tradizionale in contratti&nbsp;<em>unit linked<\/em>&nbsp;e del 10 aprile 2008, n. 146\/E, sull\u2019imposta d\u2019acconto sulle riserve matematiche dei contratti di assicurazione.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_4')\">[4]<\/a><\/sup>&nbsp;Si veda la circolare n. 11\/E\/2012 sull\u2019unificazione dell\u2019aliquota sui redditi di natura finanziaria.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_5')\">[5]<\/a><\/sup>&nbsp;Il comma 4 dell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART47',notxt:1})\">art. 45 del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;considera \u201ccorrisposto anche il capitale convertito in rendita a seguito di opzione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_6')\">[6]<\/a><\/sup>&nbsp;L\u2019attuale normativa disincentiva dunque la stipula di contratti di assicurazione recanti come prestazione principale una rendita rispetto a quella dei contratti recanti come prestazione principale un capitale, essendo stato oramai abolito il c.d. equalizzatore e cio\u00e8 quel meccanismo che rendeva equivalente la tassazione al realizzo rispetto a quella alla maturazione.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_7')\">[7]<\/a><\/sup>&nbsp;Pertanto l\u2019attuale normativa legittima una discriminazione alla rovescia in quanto disincentiva la stipula con imprese italiane di contratti di assicurazione di tale tipo.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_8')\">[8]<\/a><\/sup>&nbsp;L\u2019assoggettabilit\u00e0 ad IRPEF delle rendite vitalizie erogate da altre imprese comporta una disparit\u00e0 di trattamento che sembra difficilmente giustificabile sul piano costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_9')\">[9]<\/a><\/sup>&nbsp;Il contribuente sembra per\u00f2 legittimato a chiedere la disapplicazione del divieto di deducibilit\u00e0 delle minusvalenze ai sensi del comma 2 dell\u2019art. 11 dello Statuto dei diritti del contribuente in quanto tale divieto \u00e8 stato introdotto in funzione antielusiva.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_10')\">[10]<\/a><\/sup>&nbsp;Inoltre, l\u2019Agenzia delle entrate, nella&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000237075ART0',notxt:1})\">circolare 20 marzo 2001, n. 29\/E<\/a>, aveva precisato che, \u201cper i redditi conseguiti in dipendenza di invalidit\u00e0 permanente, cos\u00ec come per quelli conseguiti in dipendenza di morte dell\u2019assicurato, trova applicazione la disposizione contenuta nell\u2019<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110002ART8',notxt:1})\">art. 6, comma 2, del T.U.I.R.<\/a>&nbsp;che esclude, per tale fattispecie, qualsiasi ipotesi di tassazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_11')\">[11]<\/a><\/sup>&nbsp;In sostanza, lo&nbsp;<em>switch<\/em>&nbsp;risulta equiparabile, ad esempio, ad un\u2019opzione accordata da uno strumento finanziario di conversione del tasso di interesse da fisso a variabile e viceversa.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_12')\">[12]<\/a><\/sup>&nbsp;Per l\u2019esclusione della rilevanza penale di tali contestazioni mi permetto di rinviare al mio precedente articolo \u201cNuovo delitto di infedele dichiarazione e rilevanza penale dell\u2019elusione\u201d, in&nbsp;<em>Corr. Trib.<\/em>, 2016, pag. 1215.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_13')\">[13]<\/a><\/sup>&nbsp;In particolare, la Corte di cassazione ha statuito che \u201cil fenomeno della simulazione relativa (nell\u2019ambito del quale pu\u00f2 ricomprendersi la interposizione personale fittizia) non esaurisce il campo di applicazione della norma, ben potendo attuarsi lo scopo elusivo mediante operazioni effettive e reali\u201d (cos\u00ec Cass. 10 giugno 2011, n. 12788, nello stesso senso, fra le altre: Cass. 17 maggio 2017, n. 12316; Id., 30 dicembre 2015, nn. 26057 e 26058; Id., 28 ottobre 2015, n. 21952; Id., 9 ottobre 2015, n. 20250; Id., 25 marzo 2015, n. 5937, Id., 8 ottobre 2014, n. 21190, Id., 10 gennaio 2013, n. 450; Id., 10 gennaio 2013, n. 449;&nbsp;<em>contra<\/em>&nbsp;Cass. 15 aprile 2011, n. 8671 e Id., 3 aprile 2000, n. 3979).<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_14')\">[14]<\/a><\/sup>&nbsp;Il comma 7 dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000819410ART22',notxt:1})\">7<\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000819410ART0',notxt:1})\">D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156<\/a>, sul \u201ccontenzioso tributario\u201d per la verifica della sussistenza dei presupposti di applicabilit\u00e0 della predetta disposizione, ha ammesso la presentazione del solo interpello ordinario e non anche di quello antiabuso, proprio sulla base dell\u2019assunto che, secondo quanto \u00e8 precisato nella relativa relazione illustrativa (pag. 16), il suo ambito di applicazione \u00e8 circoscritto alla sola \u201cinterposizione fittizia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_15')\">[15]<\/a><\/sup>&nbsp;Tuttavia di recente nella sentenza del 17 maggio 2017, n. 12316 la Cassazione, dopo aver premesso che \u201cl\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART49',notxt:1})\">37, comma 3<\/a>,&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART0',notxt:1})\">D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600<\/a>&nbsp;svolge anche una funzione antielusiva e pertanto comprende anche i casi di interposizione reale, attuata mediante operazioni effettive e non simulate, aventi come scopo l\u2019elusione del pagamento della imposta attraverso l\u2019uso improprio di strumenti negoziali anche collegati tra loro\u201d, ha del tutto coerentemente chiarito che in tal caso \u201cdeve trovare applicazione la disciplina probatoria e procedimentale (obbligo di contraddittorio preventivo) stabilita dalla disposizione antielusiva generale prevista dall\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART50',notxt:1})\">37-<em>bis<\/em><\/a><em>,<\/em>&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110003ART0',notxt:1})\">D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600<\/a>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/escalar.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Regime-Imposizione-contratti-unit-e-index-linked.pdf\">Scarica la Pubblicazione<\/a><a href=\"https:\/\/escalar.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Regime-Imposizione-contratti-unit-e-index-linked.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download=\"\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corr. 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