{"id":9522,"date":"2019-09-19T09:44:33","date_gmt":"2019-09-19T08:44:33","guid":{"rendered":"https:\/\/escalar.it\/?p=9522"},"modified":"2023-09-20T08:55:32","modified_gmt":"2023-09-20T07:55:32","slug":"compatibilita-comunitaria-delle-imposte-indirette-sul-conferimento-di-azienda-e-successiva-vendita-di-partecipazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/escalar.it\/en\/pubblicazioni\/compatibilita-comunitaria-delle-imposte-indirette-sul-conferimento-di-azienda-e-successiva-vendita-di-partecipazione\/9522\/","title":{"rendered":"Compatibilit\u00e0 comunitaria delle imposte indirette sul conferimento di azienda e successiva vendita di partecipazione"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\" data-type=\"vc_cmsms_shortcodes-custom-css\"><\/style>\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">Corr. Trib. 29\/2016, p. 2268 e segg. <\/pre>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Sulla base degli attuali orientamenti della Corte di Giustizia deve ritenersi incompatibile con la Direttiva comunitaria sulla raccolta dei capitali l\u2019assoggettamento alle imposte proporzionali di registro, ipotecaria e catastale del conferimento di azienda seguito dalla vendita della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria, sulla base dell\u2019assunto che tali operazioni sarebbero riqualificabili come una vendita di azienda a favore della societ\u00e0 acquirente della partecipazione.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Riferimenti<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Decreto Presidente della Repubblica 26 aprile 1986 n. 131, Art. 20;<\/li>\n\n\n\n<li>Direttiva CEE 12 febbraio 2008 n. 2008\/7\/CE, Articolo 7;<\/li>\n\n\n\n<li>Direttiva CEE 17 luglio 1969 n. 69\/335\/CEE, Articolo 12.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019Agenzia delle entrate \u00e8 da tempo propensa a riqualificare il conferimento di azienda eseguito in sede di costituzione di una societ\u00e0 o di aumento del suo capitale che sia seguito dalla vendita della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria come una vendita di azienda ai sensi dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110051ART22',notxt:1})\">20<\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110051ART0',notxt:1})\">D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131<\/a>&nbsp;(\u201c<a href=\"javascript:kernel.go('show_list',{mask:'main',keys:'I00YLX0000109529+I00YLX0000110051',stack_pos:0,notxt:1})\">D.P.R. n. 131<\/a>\u201d)<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_1')\">[1]<\/a><\/sup>. Ed infatti, a suo dire, tali atti, laddove siano considerati congiuntamente, comporterebbero l\u2019effetto giuridico finale di una vendita di azienda dalla societ\u00e0 conferente alla societ\u00e0 acquirente della partecipazione e sarebbero quindi soggetti ad imposta di registro con l\u2019aliquota proporzionale nonch\u00e9, ove abbiano ad oggetto anche immobili, alle imposte ipotecarie e catastali con l\u2019aliquota proporzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Di contrario avviso si \u00e8 invece finora mostrata la giurisprudenza di merito prevalente, la quale ha ritenuto che in tale fattispecie \u201cnon \u00e8 possibile ravvisare l\u2019effetto giuridico finale del trasferimento oneroso di un ramo d\u2019azienda; con il primo atto&#8230; viene conferito un ramo d\u2019azienda in sede di sottoscrizione di capitale sociale di una societ\u00e0, con il secondo atto vengono cedute le quote della conferitaria; i due atti non concorrono&#8230; a produrre l\u2019effetto giuridico unitario, identico a quello che si sarebbe ottenuto nel caso del trasferimento diretto del ramo d\u2019azienda\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_2')\">[2]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia l\u2019orientamento dell\u2019Agenzia delle entrate \u00e8 stato finora condiviso dalla giurisprudenza prevalente della Cassazione<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_3')\">[3]<\/a><\/sup>&nbsp;in quanto, in tal caso, sarebbe ravvisabile \u201cun programma negoziale unitario che, al di l\u00e0 della natura formale ed apparente rivestita dai vari atti di disposizione singolarmente considerati (conferimento in societ\u00e0; cessione delle quote), denota una intrinseca ed originaria natura cessoria di azienda, nella quale si esauriscono gli effetti giuridici sostanziali dei singoli atti tra loro collegati attraverso un vincolo di funzionale preordinazione\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_4')\">[4]<\/a><\/sup>, posto che \u201cnell\u2019opera di riqualificazione del negozio ai sensi del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110051ART0',notxt:1})\">D.P.R. n. 131\/1986,<\/a>&nbsp;art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110051ART22',notxt:1})\">20<\/a>, l\u2019Agenzia delle entrate pu\u00f2 apprezzare il collegamento tra i contratti, come pure tra le operazioni societarie, senza essere affatto inibita dalla necessit\u00e0 di svolgere un\u2019esegesi di tipo esclusivamente testuale, quanto alla veste giuridica (formale) assunta da ciascuno degli atti sottoposti a registrazione\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_5')\">[5]<\/a><\/sup>, considerando \u201cpreminente la causa reale e la regolamentazione degli interessi effettivamente perseguita dai contraenti, seppure mediante una pluralit\u00e0 di pattuizioni non contestuali o di singole operazioni, non rivelandosi decisiva, in ipotesi di negozi collegati, la rispettiva differenza di oggetto\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_6')\">[6]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Senonch\u00e9 la dottrina ha eccepito che le operazioni di conferimento di un\u2019azienda e di vendita della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria non producono l\u2019effetto giuridico finale di una vendita d\u2019azienda a favore della societ\u00e0 acquirente della partecipazione in quanto non comportano il trasferimento dell\u2019azienda conferita a suo favore per il fatto che tale azienda \u00e8 destinata a rimanere di propriet\u00e0 della societ\u00e0 conferitaria<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_7')\">[7]<\/a><\/sup>, salvo che non le sia ritrasferita dopo l\u2019acquisto della partecipazione. Pertanto, tali operazioni non possono ritenersi riqualificabili come una vendita di azienda ai sensi dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110051ART22',notxt:1})\">20<\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000110051ART0',notxt:1})\">D.P.R. n. 131\/1986<\/a>, anche se tale disposizione attribuisse rilevanza alla pretesa causa reale dei contratti<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_8')\">[8]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Riconducibilit\u00e0 del conferimento d\u2019azienda&nbsp;nel campo di applicazione della Direttiva&nbsp;sulla raccolta dei capitali<\/h3>\n\n\n\n<p>Senonch\u00e9, al di l\u00e0 delle considerazioni che precedono, l\u2019Agenzia delle entrate e la giurisprudenza non hanno finora affrontato una questione cruciale, e cio\u00e8 se l\u2019assoggettamento alle imposte proporzionali di registro, ipotecaria e catastale del conferimento d\u2019azienda eseguito in sede di costituzione di una societ\u00e0 di capitali o di aumento del suo capitale, anche se sia seguito dalla vendita a terzi della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria, sia compatibile con le Direttive del Consiglio 17 luglio 1969, n. 69\/335\/CEE (\u201c<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART0',notxt:1})\">Direttiva 69\/335\/CEE<\/a>\u201d o Direttiva) e 12 febbraio 2008, n. 2008\/7\/CE (\u201c<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART0',notxt:1})\">Direttiva 2008\/7\/CE<\/a>\u201d o Direttiva), concernenti \u201cle imposte indirette sulla raccolta di capitali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale questione ha ragione di porsi in quanto il regime d\u2019imposizione agli effetti delle imposte indirette dell\u2019operazione cos\u00ec individuata rientra nel campo di applicazione delle predette Direttive. Ed infatti, tanto le lett. a) e c) dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART5',notxt:1})\">4, par. 1<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART0',notxt:1})\">Direttiva 69\/335\/CEE<\/a>, quanto l\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART4',notxt:1})\">3<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART0',notxt:1})\">Direttiva 2008\/7\/CE<\/a>&nbsp;includono nell\u2019elenco delle operazioni ad essa soggette, fra l\u2019altro, anche \u201cla costituzione di una societ\u00e0 di capitali\u201d, nonch\u00e9 \u201cl\u2019aumento di capitale di una societ\u00e0 di capitali mediante conferimento di beni di qualsiasi natura\u201d. Pertanto, non v\u2019\u00e8 dubbio che anche il regime di imposizione indiretta del conferimento di azienda a favore di societ\u00e0 di capitali \u00e8 disciplinato da tali Direttive. \u00c8 significativo rilevare in questo senso che la Corte di Giustizia, essendole stato chiesto da un Tribunale italiano se le imposte proporzionali di registro, ipotecaria e catastale dovute sui conferimenti di immobili eseguiti a favore di societ\u00e0 di capitali rientrassero nel campo di applicazione della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART0',notxt:1})\">Direttiva 69\/335\/CEE<\/a>, ha concluso che, nel caso in cui tali imposte \u201csono riscosse all\u2019atto del trasferimento di propriet\u00e0 di un immobile, compresa l\u2019ipotesi di conferimento di immobili ad una societ\u00e0 di capitali&#8230; rientrano nel campo d\u2019applicazione della Direttiva\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_9')\">[9]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Peraltro, il conferimento di azienda deve ritenersi configurabile come un \u201cconferimento di capitale\u201d disciplinato dalla Direttiva, quand\u2019anche fosse riqualificabile come una vendita di azienda ai sensi dell\u2019art. 20 del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('show_list',{mask:'main',keys:'I00YLX0000109529+I00YLX0000110051',stack_pos:0,notxt:1})\">D.P.R. n. 131<\/a>&nbsp;per essere seguito dalla vendita della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria. \u00c8 orientamento della Corte di Giustizia che \u201cle operazioni soggette, o che possono essere assoggettate, dagli Stati Membri all\u2019imposta armonizzata sui conferimenti sono definite all\u2019art. 4 della Direttiva in modo oggettivo e uniforme per tutti gli Stati Membri, senza fare riferimento alle eventuali peculiarit\u00e0 dei singoli diritti nazionali o all\u2019organizzazione dei regimi fiscali nazionali\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_10')\">[10]<\/a><\/sup>&nbsp;e che \u201cla qualificazione di un\u2019imposta, tassa, dazio o prelievo con riferimento al diritto comunitario incombe alla Corte in base alle caratteristiche oggettive dell\u2019imposta, indipendentemente dalla qualificazione che le viene attribuita nel diritto nazionale\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_11')\">[11]<\/a><\/sup>. Pertanto, il giudice comunitario, se ha ritenuto in via generale qualificabili come \u201cconferimenti di capitale\u201d agli effetti della Direttiva le operazioni che comportino il rafforzamento del potenziale economico della societ\u00e0 beneficiaria, indipendentemente dalle modalit\u00e0 con cui siano poste in essere<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_12')\">[12]<\/a><\/sup>, ha per\u00f2 specificato che per aumento di capitale mediante conferimento di beni ai sensi della lett. c) dell\u2019art. 4, par. 1, della Direttiva deve intendersi un \u201caumento formale del capitale sociale per mezzo dell\u2019emissione di nuove quote sociali\u201d \u201csenza alcun riferimento agli effetti economici che tale operazione produce per coloro che vi partecipano\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_13')\">[13]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, non v\u2019\u00e8 dubbio che il conferimento d\u2019azienda in sede di costituzione di una societ\u00e0 di capitali o di aumento del suo capitale, anche se sia seguito dalla vendita della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria, comporta non soltanto un \u201caumento formale del capitale\u201d della societ\u00e0 conferitaria, ma anche il \u201crafforzamento del suo potenziale economico\u201d per il fatto che tale societ\u00e0 acquisisce l\u2019azienda dietro assegnazione alla societ\u00e0 conferente di una propria partecipazione al capitale ed \u00e8 poi la societ\u00e0 acquirente della partecipazione a pagarne il prezzo alla societ\u00e0 conferente.<\/p>\n\n\n\n<p>N\u00e9 del resto pu\u00f2 dar luogo ad una vendita di azienda agli effetti della Direttiva la vendita della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria in quanto \u00e8 stata la stessa Corte di Giustizia ad averlo espressamente escluso per essere tali operazioni ivi autonomamente disciplinate<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_14')\">[14]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Divieto comunitario di assoggettamento&nbsp;ad imposizione indiretta&nbsp;del conferimento di azienda<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019aver stabilito che anche le operazioni di conferimento di azienda eseguite in sede di costituzione di una societ\u00e0 di capitali ovvero di aumento del suo capitale che siano seguite dalla vendita della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria sono configurabili come \u201cconferimenti di capitale\u201d rientranti nel campo di applicazione della Direttiva impone a questo punto di verificare se l\u2019assoggettamento di tali operazioni alle imposte proporzionali di registro, ipotecaria e catastale sia compatibile con tale Direttiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, la Direttiva sulla raccolta dei capitali, nella sua formulazione attualmente vigente e dopo un lungo e travagliato processo legislativo, pone oramai il divieto di assoggettare ad imposizione indiretta i conferimenti d\u2019azienda in s\u00e9 considerati.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, la lett. c) dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART5',notxt:1})\">4<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART0',notxt:1})\">Direttiva 69\/335\/CEE<\/a>, considerando che \u201cle imposte indirette sulla raccolta dei capitali&#8230; in vigore negli Stati Membri e cio\u00e8 l\u2019imposta sui conferimenti di capitali in societ\u00e0&#8230; danno luogo a discriminazioni, a doppie imposizioni e a disparit\u00e0 che ostacolano la libera circolazione dei capitali e che devono essere pertanto eliminate mediante un\u2019opportuna armonizzazione\u201d, ha posto a carico degli Stati Membri, con effetto dal 1\u00b0 gennaio 1972, l\u2019obbligo di assoggettare i conferimenti di beni eseguiti in sede di costituzione di societ\u00e0 di capitali ovvero di aumento del loro capitale ad un\u2019imposta proporzionale con un\u2019aliquota compresa fra l\u20191 e il 2%, nonch\u00e9 ad un\u2019aliquota ridotta compresa fra lo 0,50 e l\u20191%, nel caso in cui \u201cuna o pi\u00f9 societ\u00e0 di capitali conferiscono la totalit\u00e0 dei loro patrimoni, o uno o pi\u00f9 rami della loro attivit\u00e0, ad una o pi\u00f9 societ\u00e0 di capitali in via di creazione o gi\u00e0 esistenti\u201d dietro \u201cattribuzione di quote sociali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, l\u2019art. 12 di tale Direttiva ha fatto salva l\u2019applicazione delle \u201cimposte di trasferimento, ivi comprese le tasse di pubblicit\u00e0 fondiaria, sul conferimento ad una societ\u00e0&#8230; che persegue scopi di lucro di beni immobili o di aziende commerciali situati sul loro territorio\u201d a condizione che gli importi delle imposte cos\u00ec applicate non siano \u201csuperiori a quelli che sono applicabili alle operazioni similari nello Stato membro che li riscuote\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 solo qualche anno dopo, con effetto dal 1\u00b0 gennaio 1976, l\u2019art. 1 della Direttiva del Consiglio del 9 aprile 1973, n. 73\/80\/CEE ha abbattuto l\u2019aliquota base dell\u2019imposta sui conferimenti all\u20191%, nonch\u00e9 l\u2019aliquota ridotta di tale imposta fra lo 0 ed il 0,50%.<\/p>\n\n\n\n<p>In attuazione di tale Direttiva l\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000114642ART7',notxt:1})\">7<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000114642ART0',notxt:1})\">Legge 16 dicembre 1977, n. 904<\/a>&nbsp;ha previsto l\u2019applicazione sui \u201cconferimenti di aziende o di complessi aziendali relativi a singoli rami dell\u2019impresa fatti ad una societ\u00e0 esistente o da costituire\u201d dell\u2019imposta di registro con l\u2019aliquota proporzionale unificata dell\u20191%, nonch\u00e9 delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 100.000 lire.<\/p>\n\n\n\n<p>Senonch\u00e9, poich\u00e9 \u201cgli effetti economici dell\u2019imposta sui conferimenti sono sfavorevoli al raggruppamento e allo sviluppo delle imprese\u201d e tali \u201ceffetti sono particolarmente negativi nell\u2019attuale congiuntura la quale impone di dare priorit\u00e0 al rilancio degli investimenti\u201d, l\u2019art. 1 della Direttiva del Consiglio del 10 giugno 1985, n. 85\/303\/CEE, con effetto dal 1\u00b0 gennaio 1986, ha posto a carico degli Stati Membri l\u2019obbligo di esentare i conferimenti di beni che, alla data del 1\u00b0 luglio 1984, erano assoggettati ad un\u2019aliquota pari od inferiore allo 0,50% ovverosia, oltre ai trasferimenti del patrimonio, anche i conferimenti di aziende, nonch\u00e9 l\u2019obbligo di assoggettare ad un\u2019aliquota non superiore all\u20191% gli altri conferimenti di beni<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_15')\">[15]<\/a><\/sup>. Pertanto la Corte di Giustizia ha statuito che \u201cil mantenimento in uno Stato membro di un\u2019imposta sui conferimenti\u201d di tipo proporzionale \u201c\u00e8 incompatibile con la Direttiva &#8230; la quale impone con assoluta chiarezza di esentare da qualunque imposta sui conferimenti le operazioni di aumento del capitale mediante conferimento della totalit\u00e0 dell\u2019attivo da una societ\u00e0 ad un\u2019altra\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_16')\">[16]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Soltanto con l\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000100772ART13',notxt:1})\">10<\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000100772ART0',notxt:1})\">D.L. 20 giugno 1996, n. 323<\/a><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_17')\">[17]<\/a><\/sup>, l\u2019Italia, poich\u00e9, continuando ad assoggettare ad imposta proporzionale di registro il conferimento di aziende, secondo quanto si legge nella relativa relazione illustrativa, aveva privato \u201cl\u2019ordinamento di uno strumento di fondamentale importanza per la razionalizzazione delle strutture produttive, in violazione di prescrizioni comunitarie<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_18')\">[18]<\/a><\/sup>&nbsp;le quali, per il loro carattere cogente, sono ritenute di immediata applicabilit\u00e0 negli Stati Membri\u2019, ha reso applicabile tale imposta nella misura fissa di 250.000 lire, fra l\u2019altro, anche sul \u2018conferimento di aziende o di complessi aziendali relativi a singoli rami dell\u2019impresa fatto da una societ\u00e0 ad altra societ\u00e0 esistente o da costituire\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Peraltro, \u201cconsiderando che&#8230; la migliore soluzione per realizzare gli obiettivi&#8230; di raggruppamento e sviluppo delle imprese&#8230; consisterebbe nel sopprimere l\u2019imposta sui conferimenti\u201d, l\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART6',notxt:1})\">5<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART0',notxt:1})\">Direttiva 2008\/7\/CE<\/a>&nbsp;entrata in vigore il 12 marzo 2008 ha confermato il generale divieto a carico degli Stati Membri di assoggettare \u201cad alcuna forma di imposta indiretta\u201d le operazioni di \u201ccostituzione di una societ\u00e0 di capitali\u201d e quelle di \u201caumento del capitale sociale di una societ\u00e0 di capitali mediante conferimenti di beni di qualsiasi natura\u201d e, quindi, tanto di immobili, quanto di aziende.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia l\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART7',notxt:1})\">6<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART0',notxt:1})\">Direttiva 2008\/7\/CE<\/a>, in deroga al divieto cos\u00ec sancito, ha continuato a fare salva l\u2019applicazione \u201cdelle imposte di trasferimento, ivi comprese le tasse di pubblicit\u00e0 fondiaria, sul conferimento ad una societ\u00e0 di capitali&#8230; di beni immobili o di aziende commerciali situati sul loro territorio\u201d, ma sempre a condizione che gli importi delle imposte cos\u00ec applicate non siano \u201csuperiori a quelli che sono applicabili alle operazioni similari nello Stato membro che li riscuote\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_19')\">[19]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quanto precede emerge dunque che la Direttiva vieta agli Stati Membri che, al pari dell\u2019Italia, abbiano soppresso le imposte indirette proporzionali sui conferimenti di beni eseguiti in sede di costituzione di societ\u00e0 di capitali o di aumento del loro capitale di assoggettare ad ogni forma di imposizione indiretta tali conferimenti e che tale Direttiva, in deroga al divieto cos\u00ec posto, consente di assoggettare alle imposte indirette sui trasferimenti soltanto i conferimenti di aziende o di immobili e soltanto a condizione che tali conferimenti siano assoggettati alle predette imposte in una misura non superiore a quella a cui siano assoggettate le \u201coperazioni similari\u201d e cio\u00e8 tutte le altre operazioni di trasferimento di aziende o di immobili da chiunque e a qualunque titolo eseguite. Di conseguenza, gli Stati Membri possono continuare ad assoggettare alle imposte proporzionali sui trasferimenti i conferimenti di aziende o di immobili non in quanto tali, bens\u00ec soltanto in quanto siano assoggettati alle medesime imposte proporzionali in via generalizzata tutti i trasferimenti di aziende o di immobili.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questo avviso si \u00e8 mostrata la stessa Corte di Giustizia. Ed infatti, il giudice comunitario, essendogli stato chiesto di stabilire se le imposte di registro, ipotecaria e catastale applicate dall\u2019Italia sui conferimenti di immobili siano compatibili con la&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART0',notxt:1})\">Direttiva 69\/335\/CEE<\/a>, dopo aver premesso che l\u2019art. 12 di tale Direttiva, ora trasfuso nell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART7',notxt:1})\">6<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART0',notxt:1})\">Direttiva 2008\/7\/CE<\/a>, consentiva \u201cagli Stati Membri di riscuotere, oltre all\u2019imposta di conferimento, ma all\u2019atto di conferimento stesso in una societ\u00e0 di capitali, imposte il cui fatto generatore dipende oggettivamente dal trasferimento di propriet\u00e0 di immobili o fondi di commercio\u201d e che quindi, in tal caso, la predetta disposizione riconosce agli Stati Membri il diritto a \u201criscuotere, a titolo di diritti di trasferimento di immobili, imposte di registro la cui aliquota pu\u00f2 essere superiore al tasso massimo dell\u20191% fissato all\u2019art. 7, n. 2, della Direttiva\u201d se \u201ci relativi importi non siano superiori a quelli che sono applicabili alle operazioni similari nello Stato membro che li riscuote\u201d, ha concluso che \u201cspetta al giudice nazionale accertare che le imposte rispettivamente di registro, ipotecaria e catastale, di cui esige il pagamento all\u2019atto del conferimento di immobili in una societ\u00e0 di capitali, non siano superiori a quelle gravanti su qualunque altro atto di trasferimento di propriet\u00e0 effettuato da soggetti privati o da societ\u00e0 non commerciali\u201d. Pertanto, la Corte di Giustizia ha ritenuto che l\u2019Italia pu\u00f2 continuare ad assoggettare alle imposte proporzionali di registro, ipotecaria e catastale il conferimento di immobili e, quindi, anche di aziende soltanto a condizione che la misura di tali imposte non sia superiore a quella a cui sia assoggettato \u201cogni altro atto di trasferimento\u201d di immobili o di aziende e quindi soltanto alla condizione che siano assoggettati a tali imposte in via generalizzata tutti i trasferimenti di immobili o di aziende.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orientamento espresso dalla Corte di Giustizia \u00e8 stato recepito anche dalle Sezioni Unite della Cassazione, le quali hanno statuito in relazione ad un conferimento d\u2019azienda eseguito nel 1995 e quindi ancora soggetto ad imposta proporzionale di registro che l\u2019art. 12 della Direttiva \u201cautorizza gli Stati Membri a percepire, in deroga agli artt. 10 e 11, imposte di trasferimento, ivi comprese le tasse di pubblicit\u00e0 fondiaria, sul conferimento ad una societ\u00e0, associazione o persona giuridica che persegua scopi di lucro, di beni immobili o di aziende commerciali situati sul loro territorio\u201d a condizione che tali imposte non abbiano \u201cad oggetto il conferimento in s\u00e9 ma &#8211; al pari di qualsiasi altra ipotesi di trasferimento di propriet\u00e0, quale che sia la persona che l\u2019effettua ed a qualsiasi titolo ci\u00f2 avvenga (vendita, donazione, successione, conferimento in societ\u00e0, o decisione giudiziaria) &#8211; il trasferimento della propriet\u00e0 di detti beni (immobili od&nbsp;<em>universitas<\/em>)\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_20')\">[20]<\/a><\/sup>. Pertanto la Suprema Corte ha coerentemente concluso che l\u2019assoggettamento ad imposta proporzionale di registro del \u201ctrasferimento di un immobile o di una azienda (come di un ramo di questa) connesso all\u2019atto di un conferimento di immobili ad una societ\u00e0 di capitali, siccome non ha ad oggetto il conferimento in s\u00e9 ma &#8211; al pari di qualsiasi altra ipotesi di trasferimento di propriet\u00e0, quale che sia la persona che l\u2019effettua ed a qualsiasi titolo ci\u00f2 avvenga (vendita, donazione, successione, conferimento in societ\u00e0, o decisione giudiziaria) &#8211; il trasferimento di propriet\u00e0 di detti beni (immobili od&nbsp;<em>universitas<\/em>) non \u00e8 in contrasto con la Direttiva comunitaria&#8230; n. 69\/335\/CEE e con i limiti ed i divieti in essa posti, in quanto rientrano nell\u2019ambito di previsione di cui all\u2019art. 12 della medesima Direttiva\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, l\u2019assoggettamento ad imposta proporzionale di registro (e quindi anche alle imposte proporzionali catastale ed ipotecaria) di un conferimento di aziende o di immobili \u00e8 compatibile con la Direttiva sulla raccolta dei capitali soltanto allorch\u00e9 tale imposta abbia come presupposto in via generale il trasferimento di aziende o di immobili e pertanto colpisca tutti i trasferimenti di aziende o di immobili indipendentemente dal titolo per cui siano eseguiti e quindi tanto se siano eseguiti a titolo di conferimento, quanto di vendita, donazione e successione.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, \u00e8 da ritenere che il divieto di assoggettamento ad imposizione indiretta dei conferimenti di azienda non sia destinato a venire meno neppure quando, come nel caso di specie, il conferimento di azienda sia seguito dalla vendita della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria, avendo la Corte di Giustizia escluso che la sussistenza di tale divieto sia subordinata al mantenimento della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria. Il giudice comunitario ha infatti espressamente affermato che \u201cl\u2019obbligo di conservare per cinque anni le quote di una societ\u00e0 di capitali, acquisite da un\u2019altra societ\u00e0 di capitali, vale unicamente per le operazioni che rientrano nell\u2019ambito dell\u2019art. 7, n. 1, lett. b)&nbsp;<em>bis<\/em>, della Direttiva 69\/335, ovvero le operazioni di acquisizione di quote che rappresentano almeno il 75% del capitale sociale di una societ\u00e0 di capitali in cambio dell\u2019attribuzione di quote della societ\u00e0 acquirente\u201d e pertanto non sussiste invece, per le \u201coperazioni di ristrutturazione di cui all\u2019art. 7, n. 1, lett. b), di detta Direttiva, ovvero le operazioni di acquisizione della totalit\u00e0 del patrimonio di una societ\u00e0 di capitali oppure di uno o pi\u00f9 rami della loro attivit\u00e0 da parte di un\u2019altra societ\u00e0 di capitali in cambio dell\u2019attribuzione di quote sociali\u201d in quanto \u201cla Direttiva 69\/335, come integrata dalla Direttiva 73\/79&#8230; non ha modificato la lett. b) della disposizione in questione, ma ha aggiunto la lett. b)&nbsp;<em>bis<\/em>, prevedendo, per le operazioni ivi menzionate, un obbligo di conservazione per un periodo di cinque anni delle quote sociali acquisite\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_21')\">[21]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Incompatibilit\u00e0 comunitaria&nbsp;delle imposte indirette sul conferimento&nbsp;d\u2019azienda e vendita della partecipazione<\/h3>\n\n\n\n<p>Stabilito quindi che l\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART13',notxt:1})\">12<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART0',notxt:1})\">Direttiva 69\/335\/CEE<\/a>&nbsp;e l\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART7',notxt:1})\">6<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART0',notxt:1})\">Direttiva 2008\/7\/CE<\/a>&nbsp;consentono agli Stati Membri che abbiano abolito l\u2019imposta proporzionale sui conferimenti di beni di assoggettare alle imposte sui trasferimenti il conferimento di aziende o di immobili soltanto in quanto sia soggetto a tali imposte non il conferimento in s\u00e9 considerato, bens\u00ec tutti i trasferimenti di aziende o di immobili da chiunque ed a qualsiasi titolo eseguiti, occorre a questo punto chiedersi se l\u2019assoggettamento alle imposte proporzionali di registro, ipotecaria e catastale del conferimento di azienda eseguito in sede di costituzione di una societ\u00e0 di capitali o di aumento del suo capitale a cui faccia seguito la vendita della partecipazione riveniente dal conferimento sia incompatibile con le predette disposizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene v\u2019\u00e8 fondato motivo di ritenere che sia effettivamente ravvisabile tale incompatibilit\u00e0 sulla base degli attuali orientamenti della Corte di Giustizia<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_22')\">[22]<\/a><\/sup>. In tal caso, infatti, il predetto conferimento di azienda, tramite la sua riqualificazione a vendita di azienda, sarebbe assoggettato alle predette imposte in s\u00e9 considerato e non in quanto il trasferimento di aziende sia assoggettato alle imposte medesime a qualunque titolo sia eseguito. Come si \u00e8 visto, infatti, i conferimenti di aziende non sono pi\u00f9 assoggettabili alle imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura proporzionale, essendo tali imposte applicabili in misura fissa. Pertanto, il solo conferimento di un\u2019azienda eseguito in sede di costituzione di una societ\u00e0 di capitali o di aumento del suo capitale che sia seguito dalla vendita della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria sarebbe assoggettato alle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura proporzionale, ancorch\u00e9 tutti gli altri conferimenti di aziende siano invece soggetti a queste medesime imposte in misura fissa. In sostanza, questa sola operazione di conferimento sarebbe assoggettabile ad un livello di imposizione ben superiore a quello a cui sarebbero soggette tutte le altre similari operazioni di conferimento in violazione dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART13',notxt:1})\">12<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART0',notxt:1})\">Direttiva 69\/335\/CEE<\/a>&nbsp;e dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART7',notxt:1})\">6<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART0',notxt:1})\">Direttiva 2008\/7\/CE<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>N\u00e9 pu\u00f2 sostenersi che tali imposte graverebbero non sul conferimento di azienda in quanto tale, bens\u00ec sulla vendita di azienda che risulterebbe dalla riqualificazione di tale conferimento e della successiva vendita della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria non solo perch\u00e9 tale riqualificazione non pu\u00f2 assumere rilevanza agli effetti dell\u2019applicazione della Direttiva, essendo le nozioni ivi previste nozioni autonome di diritto comunitario, come si \u00e8 detto, ma anche perch\u00e9, secondo la Corte di Giustizia, \u201cil divieto di assoggettare ad imposta le operazioni di raccolta capitali si applica ugualmente ad operazioni la cui tassazione non \u00e8 vietata espressamente, nei limiti in cui questa tassazione significhi assoggettare ad imposta un\u2019operazione che \u00e8 parte di un\u2019operazione globale per la raccolta di capitali\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_23')\">[23]<\/a><\/sup>, posto che la sua finalit\u00e0 \u00e8 \u201cfacilitare sempre pi\u00f9 la circolazione dei capitali legata ad operazioni di concentrazione di imprese nonch\u00e9 a dare a queste ultime la possibilit\u00e0 di adottare, senza ostacoli inutili, le strutture e le forme societarie pi\u00f9 adatte alle esigenze di una realt\u00e0 economica in evoluzione permanente\u201d<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_24')\">[24]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incompatibilit\u00e0 dell\u2019assoggettamento alle imposte proporzionali di registro, ipotecaria e catastale del conferimento di un\u2019azienda a cui faccia seguito la vendita della partecipazione nella societ\u00e0 conferitaria con l\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART13',notxt:1})\">12<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART0',notxt:1})\">Direttiva 69\/335\/CEE<\/a>&nbsp;e con l\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART7',notxt:1})\">6<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART0',notxt:1})\">Direttiva 2008\/7\/CE<\/a>&nbsp;comporta l\u2019obbligo per il giudice italiano e quindi anche per la stessa A.F.<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_25')\">[25]<\/a><\/sup>&nbsp;di disapplicare la normativa fiscale interna, nella parte in cui pu\u00f2 legittimare una violazione di tali disposizioni della Direttiva. Ed infatti, la Corte di Giustizia ha chiarito che le disposizioni della Direttiva sulla raccolta dei capitali, recando statuizioni incondizionate e precise, sono direttamente applicabili negli Stati Membri<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_26')\">[26]<\/a><\/sup>. Di conseguenza, l\u2019A.F. ed i giudici nazionali devono ritenersi obbligati a disapplicare l\u2019art. 20 del&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('show_list',{mask:'main',keys:'I00YLX0000109529+I00YLX0000110051',stack_pos:0,notxt:1})\">D.P.R. n. 131<\/a>&nbsp;in forza dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART13',notxt:1})\">12<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART0',notxt:1})\">Direttiva 69\/335\/CEE<\/a>, nonch\u00e9 dell\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART7',notxt:1})\">6<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART0',notxt:1})\">Direttiva 2008\/7\/CE<\/a>, quand\u2019anche la prima di tali disposizioni consentisse di assoggettare alle imposte proporzionali di registro, ipotecaria e catastale la predetta operazione<sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('nota_27')\">[27]<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Note:<\/h4>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_1')\">[1]<\/a><\/sup>&nbsp;Secondo cui \u201cl\u2019imposta \u00e8 applicata secondo la intrinseca natura e gli effetti giuridici degli atti presentati alla registrazione, anche se non vi corrisponda il titolo o la forma apparente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_2')\">[2]<\/a><\/sup>&nbsp;Cos\u00ec Comm. trib. reg. Lombardia, 8 giugno 2015, n. 2481; nello stesso senso fra le altre Comm. trib. reg. Lombardia 13 aprile 2015, n. 1453, 8 marzo 2013, n. 25; 5 dicembre 2012, n. 150; 16 ottobre 2012, n. 124; 23 luglio 2012, n. 103; Comm. trib. prov. di Brescia 27 giugno 2013, n. 81 e Comm. trib. prov. di Milano 11 febbraio 2011, n. 42.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_3')\">[3]<\/a><\/sup>&nbsp;Cass. 18 maggio 2016, n. 10216; Id., 11 maggio 2016, n. 9578, 9576, 9574 e 9573; Id., 18 dicembre 2015, n. 25487 e 25484; Id., 9 maggio 2014, n. 10080; Id., 14 febbraio 2014, n. 3481; Id., 18 dicembre 2013, n. 28265; Id., 18 dicembre 2013, n. 28264; Id., 19 giugno 2013, n. 15319; Id., 16 aprile 2010, n. 9162; Id., 12 maggio 2008, n. 11769; Id., 11 giugno 2007, n. 13580; Id., 10 gennaio 2007, n. 273; Id., 7 luglio 2003, n. 10660; Id., 25 febbraio 2002, n. 2713; Id., 23 novembre 2001, n. 14900.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_4')\">[4]<\/a><\/sup>&nbsp;Cos\u00ec Cass. 18 maggio 2016, n. 10216.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_5')\">[5]<\/a><\/sup>&nbsp;Cos\u00ec Cass. 11 maggio 2016, n. 9573.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_6')\">[6]<\/a><\/sup>&nbsp;Cos\u00ec Cass. 18 maggio 2016, n. 10216 e Id., 18 dicembre 2015, n. 25487.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_7')\">[7]<\/a><\/sup>&nbsp;Per tutti F. Gallio, \u201cIl trattamento fiscale dell\u2019operazione di conferimento di azienda e successiva cessione di partecipazioni\u201d, in&nbsp;<em>il fisco<\/em>, 2011, pag. 2983.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_8')\">[8]<\/a><\/sup>&nbsp;La contestazione dell\u2019Agenzia delle entrate pu\u00f2 essere ricondotta a quella tipologia di contestazioni che mascherano una contestazione di abuso del diritto fiscale, concretandosi nella riqualificazione di operazioni che presentano la forma giuridica di conferimento di azienda e di vendita di partecipazione sulla base della loro pretesa sostanza economica di vendita di azienda (cfr. G. Escalar, \u201cNuovo delitto di infedele dichiarazione e irrilevanza penale dell\u2019elusione\u201d, in&nbsp;<em>Corr. Trib.<\/em>&nbsp;n. 16\/2016, pag. 1215).<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_9')\">[9]<\/a><\/sup>&nbsp;CGE 11 dicembre 1997, causa C-42\/96, Societ\u00e0 Immobiliare SIF S.p.A.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_10')\">[10]<\/a><\/sup>&nbsp;CGE cause riunite C-197\/94 e 252\/94, Bautiaa\/Directeur des services fiscaux des Landes.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_11')\">[11]<\/a><\/sup>&nbsp;Cos\u00ec CGE 30 marzo 2006, causa C-46\/04, ATT S.p.A.\/Ministero Economia e Finanze.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_12')\">[12]<\/a><\/sup>&nbsp;Cos\u00ec per tutte CGE, 5 febbraio 1991, causa C-249\/89, Trave Schiffahrts-Gesellschaft mbH &amp; Co. KG.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_13')\">[13]<\/a><\/sup>&nbsp;La CGE con sentenza del 25 ottobre 2007, causa C-240\/06, FPF S.A.\/Uudenmaan verovirasto, ha chiarito che l\u2019\u201caumento di capitale in seguito ad un conferimento di azioni&#8230; rientra chiaramente nel disposto dell\u2019art. 4, n. 1, lett. c), della Direttiva 69\/335, che assoggetta all\u2019imposta sui conferimenti l\u2019aumento del capitale sociale di una societ\u00e0 per mezzo del conferimento di beni di qualsiasi natura senza alcun riferimento agli effetti economici che tale operazione produce per coloro che vi partecipano\u201d posto che \u201cnella sentenza 30 marzo 2006, causa C-46\/04, Aro Tubi Trafilerie (Racc. pag. I-3009), la Corte ha avuto modo di definire l\u2019\u2018aumento del capitale sociale\u2019 ai sensi dell\u2019art. 4, n. 1, lett. c), della Direttiva 69\/335 come un aumento formale del capitale sociale per mezzo dell\u2019emissione di nuove quote sociali, oppure dell\u2019aumento del valore nominale delle quote sociali esistenti (punto 33 e giurisprudenza ivi citata)\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_14')\">[14]<\/a><\/sup>&nbsp;La CGE con sentenza del 13 dicembre 1991, causa C-164\/90, Muwi Bowgroep BV\/Staatssecretaris van Financien ha statuito che \u201cil conferimento di un insieme di quote che una societ\u00e0 detiene in un\u2019altra societ\u00e0 e che rappresenta il 100% del capitale di quest\u2019ultima societ\u00e0 non costituisce il conferimento di un ramo d\u2019attivit\u00e0 della prima societ\u00e0 ai sensi dell\u2019art. 7, n. 1, lett. b), della Direttiva\u201d n. 69\/335\/CEE, considerato che \u201cpoich\u00e9 le operazioni consistenti in conferimenti di quote costituiscono oggetto di una disposizione specifica, non possono anch\u2019esse essere disciplinate dall\u2019art. 7, n. 1, lett. b), della Direttiva\u201d, poco importando a questo fine che \u201cil conferimento delle quote rappresenti il 100% del capitale sottoscritto\u201d. In senso adesivo anche Cass. 5 settembre 2012, n. 14871 e Id., 2 marzo 2011, n. 5066.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_15')\">[15]<\/a><\/sup>&nbsp;Il prelievo di imposte in misura fissa \u00e8 legittimo sul piano comunitario in quanto l\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART13',notxt:1})\">12<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000191133ART0',notxt:1})\">Direttiva 69\/335\/CEE<\/a>, nonch\u00e9 l\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART7',notxt:1})\">6<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART0',notxt:1})\">Direttiva 2008\/7\/CE<\/a>&nbsp;consentono agli Stati Membri di applicare \u201cdiritti di carattere remunerativo\u201d, in deroga al divieto di imposizione delle operazioni di raccolta dei capitali.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_16')\">[16]<\/a><\/sup>&nbsp;CGE cause riunite C-197\/94 e C-252\/94 citata; in senso conforme Cass., 29 agosto 2007, n. 18241.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_17')\">[17]<\/a><\/sup>&nbsp;Convertito, con modificazioni, dalla&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000125142ART0',notxt:1})\">Legge 8 agosto 1996, n. 425<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_18')\">[18]<\/a><\/sup>&nbsp;La Cassazione era inizialmente dell\u2019avviso che la Direttiva 85\/303\/CEE avesse vietato con effetto dal 1\u00b0 gennaio 1986 l\u2019assoggettamento ad ogni imposizione indiretta dei conferimenti d\u2019azienda. In particolare, si erano espresse in questo senso Cass. 29 agosto 2007, n. 18241, Id., 23 luglio 2004, n. 13849, Id., 9 luglio 2004, n. 12716, Id., 15 maggio 2003, n. 7554, Id., 26 aprile 2001, n. 6079. Tuttavia tale orientamento \u00e8 stato poi superato dalla Cass. SS.UU. 19 aprile 2010, n. 9301.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_19')\">[19]<\/a><\/sup>&nbsp;L\u2019art.&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART8',notxt:1})\">7<\/a>&nbsp;della&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000601652ART0',notxt:1})\">Direttiva 2008\/7\/CE<\/a>&nbsp;ha confermato la facolt\u00e0 di quegli Stati Membri che alla data del 1\u00b0 gennaio 2006 abbiano mantenuto ferma l\u2019applicazione l\u2019imposta sui conferimenti di continuare ad applicarla, ma l\u2019art. 8 di tale Direttiva ha previsto che tale aliquota non pu\u00f2 risultare superiore a quella applicata a tale data e, comunque, all\u20191%.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_20')\">[20]<\/a><\/sup>&nbsp;Cos\u00ec Cass. SS.UU. 19 aprile 2010, n. 9301 e nello stesso senso anche Cass. 29 luglio 2014, n. 17165, Id., 20 settembre 2013, n. 21548; Id., 4 settembre 2013, n. 20308; Id., 19 aprile 2013, n. 9580 e in senso adesivo anche l\u2019Agenzia delle entrate nella&nbsp;<a href=\"javascript:kernel.go('doc',{mask:'',id:'I00YLX0000236825ART0',notxt:1})\">circolare 10 aprile 2001, n. 38\/E<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_21')\">[21]<\/a><\/sup>&nbsp;CGE 18 maggio 2006, causa C-509\/04, Magpar VI BV.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_22')\">[22]<\/a><\/sup>&nbsp;In questo senso F. Gallio, op. cit. pag. 2983, sebbene con generica e diversa motivazione.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_23')\">[23]<\/a><\/sup>&nbsp;CGE 9 ottobre 2014, causa C-299\/13 Gielen\/Ministerrad ed in senso conforme anche CGE 1\u00b0 ottobre 2009, causa C569\/07, HSBC Holdings plc\/Commissioners for HMR&amp;C e CGE 15 luglio 2004, n. C-415\/02, Commissione\/Belgio.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_24')\">[24]<\/a><\/sup>&nbsp;Cos\u00ec CGE causa C-509\/04 cit.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_25')\">[25]<\/a><\/sup>&nbsp;Cos\u00ec Cass. 17 giugno 2011, n. 13329, Id., 15 giugno 2011, n. 13087 e Id., 9 luglio 2004, n. 12716.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_26')\">26]<\/a><\/sup>&nbsp;Secondo CGE, 2 dicembre 1997, causa C-188\/95, Fantask A\/S e a, \u201cil divieto sancito dall\u2019art. 10 della Direttiva, cos\u00ec come la deroga a tale divieto figurante all\u2019art. 12, n. 1, lett. e), sono formulati in modo sufficientemente preciso e incondizionato da poter esser invocati dai singoli davanti ai giudici nazionali contro una disposizione di diritto nazionale confliggente con la detta Direttiva\u201d e quindi \u201cil combinato disposto dell\u2019art. 10 e dell\u2019art. 12, n. 1, lett. e), della Direttiva attribuisce diritti ai singoli, che possono avvalersene davanti ai giudici nazionali\u201d; nello stesso senso CGE 21 settembre 2000, causa C-19\/99, Modelo Continente SGPS SA, CGE 26 settembre 2000, causa C-134\/99, IGI &#8211; Investimentos Imobiliarios SA; nonch\u00e9 Cass. 9 luglio 2014, n. 15625 e Cass. 29 agosto 2007, n. 18241.<\/p>\n\n\n\n<p><sup><a href=\"javascript:LinkReplacer.scroll('espon_27')\">[27]<\/a><\/sup>&nbsp;Un siffatto obbligo potrebbe venire meno solo nel caso in cui fosse configurabile un abuso del divieto comunitario di assoggettamento ad imposizione indiretta dei conferimenti di beni perch\u00e9 l\u2019operazione posta in essere sia priva di sostanza economica e preordinata al conseguimento di un risparmio d\u2019imposta indebito.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/escalar.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/N30-Compatibilita-comunitaria-delle-imposte-indirette-sul-conferimento-di-azienda-e-successiva-vendita-di-partecipazione.pdf\">Scarica la Pubblicazione<\/a><a href=\"https:\/\/escalar.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/N30-Compatibilita-comunitaria-delle-imposte-indirette-sul-conferimento-di-azienda-e-successiva-vendita-di-partecipazione.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download=\"\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corr. 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